Fausto Coppi - il grande airone ha chiuso le ali
Questo è l'ultimo saluto al grande Fausto, forse quello che più di tutti resta ancora impresso nella memoria. Lo scrisse Orio Vergani sulle pagine della Gazzetta dello Sport il 2 gennaio 1960 ed è inciso su una lapide del mausoleo di Fausto e Serse Coppi a Castellania. Eccone un estratto.

"Il grande airone ha chiuso le ali. Quante volte Fausto Coppi evocò in noi l'immagine di un grande airone lanciato in volo con il battere delle lunghe ali a sfiorare valli e monti, spiagge e nevai? Fortissimo e fragile al tempo stesso, qualche volta la stanchezza e la sfortuna lo abbattevano e lo facevano crollare a terra, sul ciglio di una strada o sull'erba del prato di un velodromo: la sua figura sembrava spezzarsi in una strana geometria, come quella di un pantografo, e una volta di più suscitava l’immagine di un airone ferito. ... Fausto vinse sempre senza mai sorridere, quasi non credendo mai totalmente in se stesso. Sembrava sempre soprappensiero: come stranamente e fissamente in ascolto di una qualche voce interna che gli andasse mormorando dentro una incomprensibile parola. …"

Fausto Coppi

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