Tazio Nuvolari

Tazio Giorgio Nuvolari (1892 - 1953) è probabilmente il più famoso pilota italiano di auto e moto da corsa, conosciuto nel mondo, per le sue origini, come il mantovano volante.

La sua carriera cominciò con le motociclette: disputò la sua prima gara ufficiale nel 1920 e ottenne la prima vittoria nel 1921 a Verona. Conobbe Enzo Ferrari (anch'egli pilota e non ancora fondatore della casa automobilistica) e iniziò a cimentarsi anche nei Gran Premi di automobilismo.

Dopo aver vinto la prestigiosa Targa Florio, in Sicilia, decise di dedicarsi solamente alle autovetture e la sua notorietà crebbe ulteriormente. Negli anni Trenta Nuvolari ottenne vittorie sulla maggior parte dei circuiti italiani e stranieri (Belgio, Gran Bretagna, Francia, Germania, Ungheria, Monaco, Jugoslavia) oltre che nella Mille Miglia del 1930 e 1933.

Le sue grandi vittorie, spesso ottenute in modo altamente spettacolare e rocambolesco (la sua determinazione lo portava a insistere nelle gare anche quando l'auto perdeva pezzi, o era in fiamme, causando diversi incidenti), appassionarono sempre di più il pubblico, molto vicino al pilota anche per alcune gravi sfortune personali (in pochi anni perse entrambi i figli). Il poeta Gabriele D'Annunzio gli donò una piccola tartaruga dorata (oggi esposta a Mantova nel Museo dedicato al pilota) con la dedica "All'uomo più veloce del mondo, l'animale più lento".

A Nuvolari è attribuita l'invenzione della tecnica della sbandata controllata: affrontava le curve con un secco colpo di sterzo, facendo slittare le ruote posteriori verso l'esterno, quindi controsterzava e schiacciava l'acceleratore a tavoletta; in questo modo usciva di curva con la macchina già rivolta verso il rettilineo e in piena accelerazione, a velocità maggiore di chiunque altro.

 

Tra i tanti episodi leggendari della sua carriera ne ricordiamo due.

Nel 1925, mentre si allenava in auto sulla pista di Monza, uscì di strada, fu sbalzato fuori dalla vettura e si ferì in modo molto serio. Una sola settimana dopo disputò e vinse, sulla stessa pista, un Gran Premio di motociclismo. Per correre lasciò l'ospedale contro il parere dei medici, coperto di bende e fasciature, si fece aiutare dai meccanici a montare sulla moto, poiché a stento si reggeva in piedi.

Nel 1930 vinse la Mille Miglia davanti ad Achille Varzi. Lo superò durante la notte quando, per fare in modo che il rivale non si accorgesse del suo arrivo, lo seguì a fari spenti, tenendo come riferimento le luci di coda dell’auto rivale.

 

Morì l'11 agosto 1953, nel suo letto e al funerale, nella sua Mantova, partecipò una folla oceanica.

Tazio Nuvolari

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