Costante Girardengo

Costante Girardengo (1893 – 1978) è stato uno dei più grandi ciclisti italiani, il primo a cui fu dato il soprannome di Campionissimo che verrà poi attribuito anche a Fausto Coppi.

Tra gli anni dieci e venti del secolo scorso – nonostante un’interruzione dell’attività dovuta alla Grande Guerra - vinse due Giri d'Italia, sei Milano-Sanremo, tre Giri di Lombardia, cinque Milano-Torino e fu per ben nove volte campione italiano. Tra le grandi imprese dell'Omino di Novi, come era conosciuto dai tifosi (Novi Ligure è la città dove è nato), ci sono il Giro d’Italia del 1919 in cui conservò la maglia rosa dal primo all'ultimo giorno, vincendo sette tappe, e le sei vittorie nella "Classicissima di Primavera", un record battuto solamente cinquanta anni dopo da Eddy Merckx.

Non vinse mai il Campionato del Mondo, forse solo perchè venne istituito troppo tardi, ma nella prima edizione del 1927 fu comunque secondo dietro ad Alfredo Binda. Tra le sue pagine più belle troviamo però il trionfo nel Gran Premio Wolber, allora considerato un vero e proprio campionato mondiale, nel 1924, dove riuscì a sconfiggere - a casa sua – il grande ciclista francese Henri Pelissier.

Si ritirò dall'attività professionista nel 1936. Abbandonata la carriera, Girardengo diede il proprio nome a una marca di biciclette e fu commissario tecnico della nazionale di ciclismo portando Gino Bartali al successo nel Tour de France del 1938. Morì il 9 febbraio 1978 e riposa nel cimitero di Cassano Spinola.

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